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Sessione 3
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14/02/2015

La Regola vissuta

“Criteri di discernimento”

La Regola vissuta

Nella nostra Regola di Vita, questo titolo introduce gli articoli sul discernimento dei ministeri. Le parole sono nette e chiare; dicono ciò che deve essere. Può capitare che, sul campo, la Vita preceda e detti la Regola? P. Mario Zappa scj, missionario in Centrafrica da più di vent’ anni, quasi quasi ci convince di questo. Forse ci vuole dire che la gallina è comparsa prima dell’uovo...?!

Grazie comunque a P. Mario per questa testimonianza in presa diretta con una realtà dove i gesti del Sacro Cuore attraverso i nostri confratelli contano più delle parole.

 

Articolo130. Figli di San Michele Garicoïts, imitiamo la sua capacità di ascolto di quanto lo «Spirito dice alle Chiese» (Ap. 2, 17) per rispondere ai bisogni della Chiesa e degli uomini.

Articolo 131. Scegliamo ciò che meglio serve la persona, particolarmente la più svantaggiata, per «procurarle questa gioia» di sapersi amata dal Padre.

 

È subito detto: ”Essere all’ascolto di ciò che lo Spirito dice alle chiese.” E: ”procurare ai più abbandonati la gioia di sapersi amati dal Padre.”

Sono le persone che vai a servire a darti l’esperienza di quanto la Regola di vita esprime.

Sul momento tu vivi qualcosa di faticoso. Ma poi nel prosieguo del tempo, tocchi con mano e vivi la gioia di essere là dove il Signore, attraverso i superiori, ti manda.

Nella celebrazione della via crucis in un venerdì santo, in un villaggio di appena una cinquantina di persone cristiane, ci accompagna una donna di un’altra chiesa. Al termine, questa donna mi si avvicina e mi dice: “Anch’io amo Gesù Cristo”. Nel rito della via crucis ha gustato un incontro con Gesù Cristo, Gesù Cristo è qualcuno per lei.

In un paesino dell’Italia, a Montorio, subito dopo il mio arrivo, due giovani mi dicono: “Vediamo un po’ se sei capace di mettere in ordine il tetto della Chiesa”. La situazione muraria della chiesa era veramente disastrosa. Un mio amico, venuto a trovarmi per partecipare con tutta la famiglia all’eucaristia domenicale, entrando in chiesa mi dice: “Qui bisogna entrare in chiesa con il casco di minatore , in caso succeda qualcosa.”

I due giovani del paese, di cui ho detto sopra, volevano dirmi : “Non ci importa più di tanto di quello che ci dirai. Vediamo cosa fai”. È un programma che mi ha accompagnato negli anni in cui sono rimasto con loro.
La Regola di Vita la comprendi facendola, vivendola e mettendola in pratica.

In un villaggio qui in Centrafrica, la responsabile della Légion de Marie è stanca di suo marito. Ha già avuto con lui 7 figli, ma lui non la rispetta. A un certo momento lascia figli e marito e va con un altro. Quando torno al villaggio domando di lei al catechista: “Come va Nelly?” E il catechista mi risponde: “Vive sempre in un altro villaggio, ma quando torna qui vedo che prega molto”. Era il consiglio che le avevo dato. Un anno, due anni tre anni e le dicevo: “Fa’ ciò che lo Spirito ti dice.”

In una grande festa viene a confessarsi e poi mi dice: “Torno a casa di mio marito”. Il Signore le ha parlato, sa che sarà difficile, ma ritorna a vivere con suo marito e i suoi figli.

Papa Francesco il giorno dopo la sua elezione a papa, concelebrando con i cardinali dice loro: “Un cristiano senza la croce, non è niente”.
A un certo punto, non sei più tu che vai a portare la buona notizia del Vangelo, sono i fratelli e le sorelle che ti indicano la strada per essere un buon cristiano.

Mario Zappa, scj

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