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Repubblica Centrafricana - Niem, 02/01/2014

Pace per il Centrafrica

All’inizio di questo nuovo anno 2014 ci giungono, inquietanti, queste notizie dalla nostra comunità di Niem, in Centrafrica, dove risiede una delle tre comunità betharramite. Ci scrive P. Tiziano Pozzi, Vicario Regionale…

Pace per il Centrafrica

“Niem, 28 dicembre

Carissimi,
Purtroppo stamattina é successo il patatrac… gli anti-balaka sono entrati a Niem e hanno ucciso 3 musulmani e ne hanno feriti altri sei, tutti musulmani. Quattro sono ancora ricoverati qui da noi. Mentre vi scrivo, sono le quattro del pomeriggio, il villaggio é completamente deserto. Tutti gli abitanti, e dico proprio tutti, sono scappati in brousse e molti hanno lasciato le loro cose in custodia alla missione. C’é un silenzio incredibile… la gente ha paura di una rappresaglia. Questa mattina, mentre celebravamo la S. Messa un proiettile vagante é caduto sulla nostra chiesa bucando il tetto ma senza toccare nessuno… Gli anti-balaka hanno anche bruciato alcune case e devastato alcune “boutiques” del mercato, tutte appartenenti a dei musulmani.
A mezzogiorno sono arrivati i Seleka però non si capisce bene dove siano andati perché all’una ho portato un morto al mercato e non c’era anima viva.

Riprendo a scrivere alle otto di sera. Purtroppo i morti sono aumentati a cinque. Infatti i Seleka, come loro abitudine, entrando in Niem da Yelewa, a 35 Km a nord da qui, dove hanno la loro base, sparando all’impazzata hanno ucciso due Gbaya, padre e figlio, colpevoli soltanto di rientrare dalla piantagione con un machete in mano... Sono partito col capo villaggio a recuperare i loro corpi e a portarli al villaggio per avere una degna sepoltura. Nel frattempo i Seleka hanno razziato qualche “boutique” del mercato e sembra siano rientrati a Yelewa con il loro bottino, ma senza aver causato ulteriori danni. Naturalmente nessuna traccia degli anti-balaka, spariti in brousse… ma non devono essere molto lontani.
Adesso c’é un silenzio assoluto. Il nostro quartiere é sempre pressoché deserto. Speriamo soltanto che la notte sia tranquilla.
Noi stiamo tutti bene, suore comprese.

30 dicembre
Ieri é stata una domenica un po’ diversa.
In chiesa, per la S. Messa c’erano una quarantina di persone, praticamente tutti uomini che nella notte sono tornati al villaggio per custodire le loro case. In situazioni come questa gli approfittatori, cioè i ladri, non mancano mai…
In particolare il brano di Vangelo, la fuga in Egitto, sembrava essere stato scritto da Matteo la sera prima e non duemila anni fa…
La gente ha continuato a portare le loro cose alla missione, e poi, pian piano, a partire dalle tre del pomeriggio molte donne musulmane con i loro figli sono venute a rifugiarsi al dispensario. I loro mariti infatti sono fuggiti. Alcune famiglie dormono qui alla missione sia da noi che dalle suore.
Stamattina sono tornate al villaggio ma sicuramente questa sera ritorneranno. Anche qualcuno della nostra gente é tornato stamattina, ma questa sera tutti ritorneranno in brousse.
In effetti c’é una doppia paura. Da una parte i musulmani temono che gli anti-balaka ritornino a fare ulteriori danni e dall’altra i gbaya hanno paura che i seleka vengano a vendicare i musulmani morti e nessuno dei due gruppi va tanto per il sottile.
Intanto comincia a chiarirsi la dinamica degli avvenimenti. Sembra che gli anti-balaka siano venuti per recuperare le armi che i Seleka avevano dato ai musulmani. In effetti, come mi ha raccontato il più grande allevatore di Niem, un musulmano ovviamente, gli antibalaka passavano di casa in casa per recuperare i fucili. E i musulmani che non hanno opposto resistenza non hanno subito nessuna conseguenza. Ovviamente qualcuno ha cercato di resistere… col risultato che abbiamo visto.
Se gli anti-balaka fossero venuti per uccidere ci sarebbe stata una vera strage e una buona parte di Niem adesso non sarebbe che un cumulo di macerie e case bruciate.
Ieri sera, verso le 8, mentre stavamo sistemando gli ultimi arrivati, si é fermato davanti a noi l’unico camion di Niem. Era pieno di donne e bambini musulmani che si allontanavano da Niem. La maggior parte piangeva… ed io li conosco proprio tutti… nemmeno loro sapevano dove erano diretti...
Un’annotazione. A Bouar é presente la MISKA, la forze di pace africana.É da sabato mattina alle 10 che sono al corrente di quello che é successo qui ma finora non si é visto nessuno...
Alle 13 e 30 ho ascoltato Radio France. Diceva che all’aeroporto di Bangui (dove sono posizionati i militari francesi) c’é un caos indescrivibile. Pare che ci siano addirittura 100.000 (centomila) rifugiati! Credo che per me sarà impossibile partire da Bangui… Se nei prossimi giorni qui la situazione si stabilizza cercherò di partire da Yaoundé (Cameroun). Vi farò sapere.
Per adesso mi fermo qui.
Un caro saluto a tutti ed un abbraccio.
P. Tiziano Pozzi scj

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